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ENTRATE: SULLE PROGRESSIONI TRA LE AREE SIAMO IN UNA FASE DI STALLO MA OCCORRE FARE PRESTO

NOTIZIARIO N. 19 ECOFIN AGENZIE FISCALI

 

ENTRATE: SULLE PROGRESSIONI TRA LE AREE SIAMO IN UNA FASE DI STALLO MA OCCORRE FARE PRESTO

 Per sbloccare la situazione proveremo a fare una proposta sindacale unitaria

 

Come è noto, il CCNL del Comparto Funzioni Centrali non solo ha dato la possibilità di fare nuovamente progressioni verticali, cioè da un’area all’altra, ma ha anche finanziato con lo 0,55 per cento del monte salari la prima applicazione di questa misura.

Inoltre, a queste somme già stanziate se ne possono aggiungere altre attingendo alle ordinarie capacità assunzionali dell’Agenzia delle Entrate per aumentare i posti. Però bisogna fare presto: infatti, il contratto stesso prevede che i passaggi d’area possano derogare al possesso del titolo di studio per l’accesso dall’esterno (per la terza area la laurea) ma solo fino al 31 dicembre 2024. Dopo questa data solo chi è in possesso del titolo per l’accesso dall’esterno potrà partecipare alle procedure di progressione verticale.

Da mesi la FLP sta quindi spingendo perché si addivenga ad un accordo e perché i posti messi a bando siano molti di più di quelli che l’amministrazione vorrebbe mettere a disposizione (per il passaggio dalla seconda alla terza area solo 1.088).

Per i criteri di valutazione, invece, l’Agenzia aveva proposto un tavolo tecnico che però, sostanzialmente, la stessa amministrazione ha fatto fallire con i propri comportamenti contraddittori.

Adesso siamo in una situazione di stallo dalla quale stiamo provando ad uscire, con fatica.

La FLP, come è noto, seguendo la ratio del contratto vorrebbe finalmente ricompattare gli inquadramenti con le attività svolte cioè premiare, come dice il CCNL, coloro che hanno acquisito competenze certificate nel contesto lavorativo. In parole povere, chi ha svolto attività lavorative che con il nuovo ordinamento sono allocate in terza area e che hanno dato molti problemi per l’inquadramento in seconda area di coloro che le hanno svolte con profitto fino ad ora.

L’Agenzia aveva presentato una prima proposta tutta squilibrata sui titoli di studio; adesso ne ha presentata una nuova squilibrata nell’altro senso. Evidentemente l’equilibrio non fa per loro e lo stiamo vedendo, purtoppo, anche nella gestione dei concorsi esterni.

La FLP, insieme agli altri sindacati, ha proposto che la differenza dei titoli di studio venga calcolata in anni. In pratica, una volta determinato il punteggio per anno di anzianità di servizio, la differenza tra un diploma e una laurea triennale deve essere calcolata come tre anni di anzianità (gli anni di studio); tra un diploma e una laurea magistrale come 5 anni di anzianità.

Il nodo resta quello di come valutare il terzo criterio e cioè le competenze certificate acquisite anche nel contesto lavorativo. L’Agenzia vorrebbe fare una prova scritta che però non è prevista dal contratto, perché evidentemente non ha nemmeno il coraggio di riconoscere ai propri lavoratori lo sforzo richiesto loro di fare mansioni specialistiche anche a coloro che sono inquadrati in seconda area; la FLP invece vuole apprezzare le attività lavorative svolte.

Per questo, nell’ultima riunione abbiamo proposto, come fronte sindacale, di provare a fare una proposta unitaria complessiva su tutto l’impianto delle progressioni.

La FLP non arretrerà di un passo sul riconoscimento delle mansioni svolte, speriamo di trovare una “quadra” per portare a termine in tempi brevi le nuove procedure in modo equo e giusto.

L’UFFICIO STAMPA

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