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ENTRATE: LA FLP NON FIRMA L’ACCORDO SULLE POSIZIONI ORGANIZZATIVE

NOTIZIARIO N. 18 ECOFIN AGENZIE FISCALI

ENTRATE: LA FLP NON FIRMA L’ACCORDO SULLE POSIZIONI ORGANIZZATIVE

Abbiamo migliorato di gran lunga la proposta iniziale dell’Agenzia, ma non abbastanza da rendere digeribile un accordo che penalizza tutti i lavoratori

 

Abbiamo trattato fino all’ultimo respiro per rendere digeribile la proposta iniziale dell’Agenzia, presentata più di un anno fa ma con ridotte sessioni di contrattazione. La FLP ha fatto di tutto per migliorare l’autoreferenziale impianto iniziale e ci è riuscita mentre altri avrebbero firmato sin da subito accordi davvero inammissibili. Ma, alla fine, ciò che ne viene fuori è un impianto che, seppur migliorato in molte parti, mantiene ancora criticità che – riteniamo – influiranno negativamente sul clima interno degli uffici creando ancora più malumori e contrapposizioni tra i colleghi, invece di ridurli: l’accordo infatti, che moltiplica i livelli gerarchici, non rende però davvero contendibili le posizioni, attinge ancora di più ai soldi del Fondo risorse di tutti i lavoratori mentre si sta ancora facendo una vertenza per recuperare i fondi tagliati al salario accessorio e inoltre la sua applicazione provocherà un aumento dei carichi di lavoro negli uffici. Insomma un accordo davvero indigeribile per la FLP che premia l’arretratezza dell’Agenzia che tocchiamo con mano ogni giorno nei nostri luoghi di lavoro.

Come dicevamo, abbiamo migliorato sicuramente l’impianto iniziale. È infatti solo ed esclusivamente merito della FLP se:

  1. È stata scongiurata la possibilità che con i soldi dei lavoratori si pagasse anche un’indennità di mobilità per le posizioni organizzative che cambiano sede;
  2. Alle posizioni organizzative non si applicherà nessuna forma di onnicomprensività del compenso;
  3. E’ stato definitivamente risolto il problema, divisivo e fonte di discussione, circa la compatibilità tra la funzione e le indennità previste all’allegato D del FRD, ovvero quelle per verifiche, per lo sportello;
  4. È stato chiarito cosa debbano fare in concreto le posizioni organizzative, cosa non presente nelle prime proposte dell’Agenzia;
  5. È stata stralciata la proposta di istituire i cosiddetti “specialist” che avrebbero gravato sui fondi di salario accessorio dei lavoratori. Su questo punto la FLP ha proposto che, se mai si dovessero istituire, siano figure dedicate a quegli uffici che non raggiungono i requisiti dimensionali per fare due team e che per questo non ne avrebbero neppure uno.

A fronte di questi risultati che riteniamo importanti, elenchiamo adesso i problemi che restano irrisolti e che ci hanno spinto a non condividere l’accordo:

  1. L’abbassamento del requisito dimensionale da 12 persone a 8 per costituire i team porterà come minimo a 1.500 posizioni organizzative in più. La FLP ha chiesto che le ore delle 1.500 persone in più sottratte al lavoro diretto venissero scorporate nei budget e quindi dagli obiettivi. L’Agenzia ha risposto picche;
  2. Mentre si sta facendo una vertenza per recuperare i fondi tagliati dal salario accessorio senza, per il momento, essere riusciti a recuperare nemmeno un euro, con quest’accordo si “regalano” all’Agenzia altri due milioni di euro dal Fondo risorse decentrate. E, come se non bastasse, questi fondi vengono sottratti dai soldi che servono per le progressioni economiche. Come conseguenza si rinuncia a circa 1.200 progressioni economiche;
  3. Ci ritroviamo con un ennesimo livello gerarchico, gravato da obiettivi propri che ovviamente si scaricheranno sui normali lavoratori. Con tanti saluti alle organizzazioni moderne e non gerarchiche anche ieri auspicate dal direttore generale della Funzione Pubblica nel convengo organizzato dalla FLP sul miglioramento della pubblica amministrazione;
  4. Attribuire obiettivi specifici alle posizioni organizzative, oltre che essere penalizzante per i lavoratori che avranno pressione aggiuntiva da parte dei capi team, è totalmente incoerente con l’impianto di VALE per il quale responsabili del raggiungimento degli obiettivi del team sono tutti i componenti del gruppo di lavoro senza distinzione di ruoli;
  5. Viene cancellata l’indennità di risultato delle posizioni organizzative;
  6. La graduazione dei compensi è assolutamente incoerente, seppure migliorata dagli interventi della FLP. I capi area OMI dell’area territorio sono trattati assolutamente in modo iniquo e così i capi team di SAM e COSF rispetto ai loro omologhi capi area di staff;
  7. Le posizioni sono poco contendibili: i punteggi dati all’esperienza di servizio non permettono a chi non è già capoteam di poter giocare, non diciamo ad armi pari, ma almeno con una mano sola legata dietro la schiena;
  8. Nonostante l’Agenzia (e tutti i sindacati tranne la FLP) abbiano voluto fare le famiglie professionali intruppando tutti i funzionari nell’unica famiglia giuridico tributaria, non appena si parla di incarichi ciascuno torna ad essere un “animale” diverso dagli altri. Un funzionario del legale è uguale a uno dell’Ufficio Territoriale e dell’Ufficio Controlli, ma per ambire ad una posizione organizzativa tornano ad avere punteggi diversi per la loro esperienza professionale. In sostanza, l’Agenzia ci può usare come “tappabuchi” e spostare da un ufficio all’altro, ma se si tratta di partecipare a una posizione organizzativa allora non siamo più interfungibili e uguali e per questo ci danno punteggi diversificati per l’anzianità;
  9. Con la scusa della trasparenza si introduce una prova scritta NON SBARRANTE che diventa un inutile aggravamento per coloro che vogliano partecipare alla procedura. La prova scritta si poteva inserire al massimo per scremare le decine e decine di domande che ci saranno per ogni procedura e allora la si sarebbe dovuta fare sbarrante. Ma se così non è, e si somma semplicemente al colloquio nel quale l’Agenzia farà comunque quello che vuole e potrà conferire comunque le posizioni a chi vorrà, perché sottoporre le persone a un’ulteriore fatica fonte di stress? Mistero.
  10. Infine, l’estrema discrezionalità che l’Agenzia si è tenuta per il conferimento degli incarichi potendo scegliere tra chiunque si collochi tra il punteggio di 30 e quello di 42 fa venire meno

ogni principio di contendibilità perché, semplicemente, con un range così ampio, l’Agenzia potrà scegliere davvero chi vuole.

Ora, nonostante queste discrasie evidenti (che però non hanno impedito a tutti i sindacati di firmare l’accordo) la FLP ha provato in extremis a inserire una clausola sulla cosa che più ci sta a cuore, i carichi di lavoro. Abbiamo cioè chiesto di espungere le ore dedicate al coordinamento, che vengono quasi raddoppiate, dai budget e quindi dagli obiettivi. Purtroppo l’unica sigla sindacale che ci ha sostenuto lealmente in questa battaglia è stata l’UNSA mentre la CGIL si è distinta per fare professione di contrarietà perché evidentemente a loro non interessano i carichi di lavoro dei colleghi dell’Agenzia delle Entrate. Così l’Agenzia non ha accolto la nostra proposta e voi, cari colleghi, dovrete lavorare ancor più di oggi per far fronte al carico di lavoro di ulteriori 1.500 posizioni organizzative.

Come se tutto ciò non bastasse al danno si aggiunge anche la beffa: l’Agenzia ci ha infatti comunicato che le attuali posizioni organizzative saranno prorogate fino al 30 novembre. Il che vuol dire che le procedure per il conferimento delle nuove PO si faranno a fine anno nel bel mezzo delle febbrili attività per il raggiungimento degli obiettivi e che alla fine il tempo di studiare lo avranno soprattutto coloro che sono meno impegnati in attività di budget, con tanti saluti al merito. Così, tanto per complicare le cose.

Infine, prendiamo atto che siamo rimasti soli come FLP ad opporci in modo non ideologico alla politica padronale di quest’Agenzia, sorda alle lamentele che arrivano dai posti di lavoro e cieca rispetto ai disagi che è impossibile non vedere. Siamo comunque forti e motivati dal sostegno dei lavoratori (manifestato anche dalla costante crescita delle iscrizioni al nostro sindacato) ai quali continueremo ad essere vicini nonostante un panorama sindacale che evidentemente si vende per un tozzo di pane.

Vedremo nei prossimi giorni quale sarà la contropartita di questa firma, ancora una volta contro i lavoratori dell’Agenzia, che invece di risolvere i problemi che vengono dai territori li aggrava.

L’UFFICIO STAMPA

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