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ENTRATE: SI BALLA SUL PONTE DEL TITANIC!

NOTIZIARIO N. 17 ECOFIN AGENZIE FISCALI

 

ENTRATE: SI BALLA SUL PONTE DEL TITANIC!

Durante il confronto sul PIAO la FLP presenta tutti i problemi che rendono irrealizzabili gli obiettivi 2024 e fa appello all’Agenzia affinché si aprano tavoli di confronto su obiettivi, modalità di lavorazione, malfunzionamenti informatici, incertezze normative.

 

 

Si è tenuto il 10 marzo scorso l’agognato confronto sul PIAO, rinviato in precedenza a causa del fatto che l’Agenzia delle Entrate aveva inviato la documentazione all’ultimo momento. Dopo l’ennesima illustrazione di parte datoriale improntata al testo della vecchia canzone “Tutto va ben madama la marchesa” (per chi non la conoscesse si può ascoltare al link https://youtu.be/2A7VFKIOeUQ?si=CDdS2-iw2cVT-AWE) è toccato alla FLP la parte di Battista nella canzone citata e quindi spiegare che tutto sembra andar bene ma sta bruciando e si sta distruggendo tutto il distruggibile. Andando per ordine, la FLP ha segnalato le seguenti forti criticità del PIAO presentatoci:

1. Le incongruenze interpretative delle norme, responsabilità soprattutto dell’Agenzia, rendono impossibile raggiungere gli obiettivi fissati per il 2024. Se, a causa del nuovo articolo 6-bis dello Statuto del contribuente, si è paralizzata l’attività di accertamento nella stragrande maggioranza degli uffici e, sempre grazie alla nuova previsione normativa, per traguardare la consuntivazione degli accertamenti, sarà necessario chiudere a settembre l’attività ordinaria, è impossibile materialmente in 5 mesi, comprensivi del periodo feriale, raggiungere gli obiettivi sfidanti di un intero anno solare. Se a questo aggiungiamo che la direttiva 13 dell’Agenzia è stata smentita dal vice-ministro dell’economia e tutt’ora, dopo la correzione di rotta, non è sufficientemente chiaro cosa fare con gli atti in scadenza al 25 marzo, il quadro è completo;

2. Sui servizi, l’Agenzia dichiara di voler implementare tutti quelli resi da remoto e, comunque, spingere sulla digitalizzazione. Peccato che, come segnaliamo da tempo, le continue migrazioni dati tra software diversi, la pessima condizione dei computer a disposizione dei lavoratori dell’Agenzia che spesso non reggono i nuovi software in uso, il fatto che anche per dare un’informazione al front-office se si devono aprire più applicativi quando ne apri uno si chiude quello precedente e si fanno brutte figure con l’utenza, non permettono nemmeno di reggere il livello basso di digitalizzazione attuale. Se non bastasse, le procedure dettate dalla divisione servizi aggravano il problema tanto che operazioni che prima impiegavano al massimo dieci minuti di tempo, ora decuplicano il tempo impiegato con notevoli riduzioni della capacità operativa. Questo ha un impatto devastante per gli uffici territoriali, ma esiziale per le SAM.

3. La formazione è inesistente e continua ad essere tale. In queste condizioni, e vista la carenza di personale e gli obiettivi sfidanti, non si capisce come faremo a formare il nuovo personale che si  sta per assumere (circa 4.000 funzionari tributari) e come si potranno distogliere i colleghi che devono formarlo dal lavoro ordinario;

4. Si continua a parlare (purtroppo a vanvera) di valorizzazione del personale ma nel PIAO non c’è nessun riferimento a programmi di riempimento della quarta area, continuando evidentemente a fare affidamento su figure precarie (POER, posizioni organizzative) che non hanno nulla della valorizzazione stabile e rispondono a vecchie logiche organizzative;

5. La situazione degli immobili è drammatica: abbiamo ridotto gli spazi dappertutto per una malcongegnata politica di risparmio e adesso non sappiamo dove mettere i nuovi assunti se non con scrivanie “a castello”;

6. Di benessere organizzativo nemmeno a parlarne. Basti pensare al caos che l’Agenzia ha creato sullo smart working in deroga o sul lavoro a distanza in generale mentre a distanza di mesi non vengono ancora attivate procedure di co working, con ciò contravvenendo a una specifica previsione contrattuale;

7. Nel PIAO non c’è nemmeno il numero dei pensionamenti effettivi del 2023, così che non abbiamo neppure la possibilità di capire quanti lavoratori sono andati via e come questo impatta sui carichi di lavoro.

Potremmo anche fregarcene di tutta questa situazione – anche se non è nostro costume perché siamo donne e uomini dello Stato – se non fosse che tutto lo sfacelo dell’Agenzia (ovviamente gli evasori fiscali applaudono) si scarica sui poveri funzionari che sono stati già ampiamente minacciati di denunce alla Corte dei Conti da molti dirigenti, malaccorti e che non sanno interpretare il loro ruolo, nel caso in cui il caos dell’applicazione del nuovo articolo 6 bis dello Statuto del Contribuente portasse alla scadenza di atti.

Pertanto, la FLP, alla fine della sua disamina, ha fatto appello alla delegazione di parte datoriale affinché si aprano tavoli di confronto, già chiesti recentemente da noi, al fine di provare a spegnere l’incendio che sta divampando sui posti di lavoro tra gente ormai demotivata e abbandonata a sé stessa.

Le risposte sono state positive ma molto vaghe, non ci sono date fissate e, insomma non ci si rende conto si sta ballando sul ponte del Titanic.

O, meglio ancora, che stanno bruciando la scuderia, gli animali, le persone e persino la casa mentre qualcuno continua a cantare allegramente “Tutto va ben, o nobile marchesa”.

L’UFFICIO STAMPA

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