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ADM: ERA GIÀ TUTTO PREVISTO… Sulle progressioni economiche

NOTIZIARIO N. 83 ECOFIN AGENZIE FISCALI

 

ADM: ERA GIÀ TUTTO PREVISTO…

Sulle progressioni economiche abbiamo dovuto ridurre i posti sul 2023

per la mancata certificazione degli accordi da parte della Funzione Pubblica.

aveva consigliato la FLP fin dall’inizio per non perdere tempo.

È stato firmato il primo dicembre da tutte le Organizzazioni Sindacali tranne la UIL l’accordo definitivo per la terza tranche di progressioni economiche.
Come era ampiamente previsto, e come già avevamo scritto (vedi Notiziario n. 67), la Funzione Pubblica non ha certificato la pre-intesa del 14 settembre scorso che prevedeva un numero di progressioni pari al numero della platea dei partecipanti in quanto violativa del principio di selettività.
La diatriba sviluppatasi prima a settembre e poi il 1° dicembre al tavolo e che ha portato alla mancata firma della UIL è l’ennesima testimonianza delle gravi carenze tecniche che regnano al tavolo sindacale dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, che si sposano con il populismo che tratta i lavoratori come se fossero bimbi stupidi anziché persone adulte che meritano il rispetto che la FLP ha sempre avuto per loro.
Infatti, il principio di selettività è contenuto nell’articolo 52, comma 1-bis del Testo Unico per il Pubblico Impiego (Decreto Legislativo 165/2001) che non è derogabile dai contratti. Lo stesso principio è recepito anche dal CCNL del Comparto Funzioni Centrali all’articolo 14, comma 2, il cui titolo è, per l’appunto, “Progressioni Economiche all’interno delle aree”.
Non solo. Anche i sassi sanno che per la Funzione Pubblica la selettività è intesa nel senso che non è possibile che abbia una progressione economica più del 50 per cento della platea potenziale. Ciò non da oggi ma da 14 anni, cioè da quando è entrato in vigore il principio di selettività. Tanto è vero questo, che negli scorsi anni, anche all’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli abbiamo dovuto ricorrere ad “alchimie” per far passare in due o tre procedure tutto il personale alla posizione economica superiore, cosa che, per inciso, potremo fare nel 2024 allorché sarà possibile allargare la platea dando però precedenza assoluta a chi non ha ancora conseguito la progressione economica.
Siamo tutti d’accordo sul fatto che selettività voglia dire che non può passare più del 50 per cento della platea? No, affatto. Ma fino a che la Funzione Pubblica dovrà certificarci gli accordi è così, si sa ed è stupido prendere in giro i lavoratori facendo finta che non ci sia questo scoglio.
Si vogliono cambiare le cose? Ci si impegni a fare un’interpretazione all’interno dei CCNL fissando una soglia di selettività più alta, ma fino ad allora non ha alcun senso firmare accordi difformi quando si sa che verranno bocciati dalla Funzione Pubblica, come è già successo in passato per decine di accordi simili fatti negli anni precedenti, quando ancora non si conosceva l’esatto indirizzo della Funzione Pubblica.
Anzi, possiamo dire che ci è andata di lusso, perché come aveva scritto la FLP, per fare la “furbata” demagogica abbiamo rischiato di veder sfumare le progressioni per il 2023. Se solo i tempi si fossero allungati ancora, infatti, sarebbe passato l’anno e noi non avremmo potuto avere le progressioni.
D’altronde, non si può dire nemmeno che il tavolo sindacale non fosse a conoscenza del vincolo giuridico perché altrimenti, ci chiederemmo, visto che sin dall’inizio sono disponibili i soldi per un passaggio economico di tutto il personale, perché già nel 2022 non si è fatto un unico accordo che faceva passare il 100 per cento della platea alla posizione economica superiore?
È chiaro che ciò che si è tentato non è tanto di “provare” a fare una cosa impossibile quanto di prendere in giro i lavoratori rischiando però, in tal modo, di lasciarli senza progressioni per il 2023. Un atteggiamento che a noi pare irresponsabile.
Ora c’è solo da sperare che quando l’Agenzia comunichi alla Funzione Pubblica l’avvenuta modifica dell’accordo che porta a 2.666 i posti disponibili, questa non sollevi altre obiezioni perché diversamente saremmo messi malissimo.
E’ bene anche ricordare che forse, tranne la FLP, a nessuno stanno così a cuore le progressioni economiche, se è vero che fino alla fine, all’inizio del 2022 abbiamo dovuto letteralmente trascinare tutto il tavolo a firmare la nuova stagione di progressioni, che sarebbe potuta partire già dal 2020 e che per resistenze del sindacato, e non dell’amministrazione, hanno potuto vedere la luce solo nel 2022.
Tutto ciò per dire, cari lavoratori, che è meglio fidarsi di chi vi racconta la verità e vi tratta da adulti piuttosto che di chi vi racconta le “favole” e vi tratta da bimbi scemi. Perché poi le conseguenze le pagate voi.
L’UFFICIO STAMPA

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