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ADM: SUI PASSAGGI TRA LE AREE IN DEROGA SIAMO IN DIRITTURA D’ARRIVO

NOTIZIARIO N. 27 ECOFIN AGENZIE FISCALI

ADM: SUI PASSAGGI TRA LE AREE IN DEROGA SIAMO IN
DIRITTURA D’ARRIVO. LE PERPLESSITÀ DELLA FLP SUI TITOLI
Non ne facciamo una questione di merito, ma di tenuta delle procedure.
I posti per i passaggi dalla seconda alla terza area continuano ad essere pochi.

Lo scorso 19 aprile si è tenuta la riunione, che dovrebbe essere decisiva, per le progressioni verticali in deroga, cioè dalla prima alla seconda area e dalla seconda alla terza, previste dal CCNL 2019-2021.
In detta riunione sono state trattate tutte le questioni ancora aperte e stabilite le soluzioni. Da quel giorno, quindi, siamo in attesa della bozza di verbale di confronto che dovrebbe essere firmato per poi dare avvio alle procedure vere e proprie. Sottolineiamo che la materia non è, infatti, oggetto di contrattazione, bensì di confronto e che nonostante la FLP abbia espresso il proprio orientamento per fare comunque un accordo, l’Agenzia ha optato per il semplice verbale di confronto.
Diciamo subito che come FLP abbiamo espresso ancora delle forti perplessità su almeno quattro punti:
1. Il primo è il numero dei posti per i passaggi dalla seconda alla terza area, che secondo noi sono ancora troppo pochi per poter dare un giusto riconoscimento a tutti i lavoratori che lo meriterebbero;
2. Il secondo punto è relativo alla pesatura dei titoli, soprattutto rispetto alla “tenuta” delle procedure di fronte a possibili contenziosi: infatti, nelle scorse settimane abbiamo ricevuto due lettere, che somigliavano molto a delle diffide, di segno opposto. La prima proveniva dagli assistenti diplomati e la seconda dagli assistenti laureati. Entrambe lamentavano la scarsa considerazione della loro situazione. Non entriamo nel merito giacché entrambe le categorie hanno sicuramente le loro buone ragioni. E proprio per questo è necessario che le procedure abbiano una coerenza interna inattaccabile da eventuali contenziosi per manifesta illogicità e contraddittorietà. Per questo abbiamo mostrato ancora le nostre perplessità sul fatto di portare a 40 punti l’anzianità di servizio,
anche se non riteniamo dirimente questo punto. Ciò che invece rischia di fare andare “a sbattere” l’intera procedura è l’incoerenza tra i punteggi dei titoli di studio e quelli per anzianità di servizio. La FLP ha continuato a proporre di stabilire il punteggio per ogni anno di anzianità di servizio e poi ancorare a quel punteggio quello dei titoli di studio.
Quindi, se si stabilisce che X è il punteggio per un anno di servizio, la differenza tra un diploma e una laurea triennale deve essere pari a X moltiplicato per 3. Non è, lo ripeteremo fino allo sfinimento, un problema di merito, bensì di coerenza complessiva senza la quale le procedure sono attaccabili in giudizio. Tra l’altro, rileviamo come su tutta la materia che riguarda la pesatura dei titoli vi sia una mancanza di buon senso perché non riusciamo a capire il motivo per il quale si dovrebbero varare procedure non coerenti e rischiose quando poi ci sono ancora tanti punti da attribuire in base a una prova d’esame che l’Agenzia prevedrà e che rappresenterà la vera discriminante per determinare i vincitori e che, per i motivi già espressi nei precedenti notiziari, la FLP non rifiuta;
3. il terzo punto riguarda la volontà (di parte agenzia e della maggioranza dei sindacati) di voler attribuire un punteggio specifico rilevante (all’interno del criterio delle competenze professionali), per i colleghi assistenti laureati che sono risultati idonei alla procedura precedente di passaggio dalla seconda alla terza area, e che a causa di un orientamento negativo espresso dalla Funzione Pubblica, non sono stati inquadrati in terza area nonostante l’agenzia volesse farlo, e che oggi rivendicano (giustamente anche da parte loro) dei criteri tali da poter garantire loro di essere tra i vincitori. Anche in questo caso, una previsione del genere può rendere attaccabile la procedura e per questo l’agenzia intende prevedere un punteggio specifico, ma contenuto rispetto alle richieste di parte sindacale, proprio per cercare di evitare un possibile contenzioso;
4. Il quarto problema riguarda la prova con la quale attribuire ben 30 punti. La FLP considera assolutamente deleteria una prova orale, che esporrebbe i lavoratori alla assoluta discrezionalità del singolo esaminatore. Anzi, parliamoci chiaro, nemmeno di discrezionalità si potrebbe parlare bensì di arbitrarietà alla quale non intendiamo sottoporre nessuno. Per questo abbiamo chiesto una prova esclusivamente scritta, fatta con domande a risposte multiple e con banca dati predeterminata.
A parte, vi è anche il problema dei lavoratori provenienti dalla Croce Rossa Italiana i quali già sono stati vittime di ingiustizie che la stragrande maggioranza dei sindacati hanno assorbito senza colpo ferire sulle progressioni economiche e sul salario accessorio. Non è più possibile non conteggiare l’anzianità di servizio per costoro, anche prestato nei corpi militari perché lo stabilisce la legge vigente. A questo giro siamo pronti come sindacato a patrocinare noi eventuali ricorsi per gli iscritti alla FLP penalizzati.
Ora, mentre sul quarto punto (la prova) l’Agenzia pare orientata a venire incontro alle richieste della FLP (prova scritta in luogo di prova orale), sui titoli invece sembra che sia l’Agenzia che la
maggioranza dei sindacati siano orientati verso soluzioni ideologiche che espongono le procedure a fortissimo rischio d’impugnazione.
Prendiamo atto di essere in minoranza e speriamo di non dover dire, come successo già in altri casi: “Ve lo avevamo detto….”.
Intanto, aspettiamo la bozza del verbale di confronto sperando che questi giorni abbiano portato consiglio nella delegazione di parte datoriale.
Vi terremo costantemente aggiornati.
La Segreteria Nazionale
FLP Ecofin – Agenzie Fiscali