Notiziario FLP n. 26 del 30/04/2016 (scarica gli allegati)
Dopo mesi di tira e molla, come avviene ormai da tempo alle Entrate, le questioni
aperte si risolvono con accordi (o presunti tali ) raffazzonati e a perdere.
E’ il caso delle posizioni organizzative ex Territorio.
Per mesi ci siamo battuti per evitare che venissero distolte ulteriori risorse dal Fondo
che potevano essere destinate alle progressioni economiche, che venisse superata
l’inaccettabile pretesa dell’Agenzia di utilizzare soldi del Fondo per posizioni organizzative
e di responsabilità decise unilateralmente nel numero, nella retribuzione e nelle modalità di
assegnazione. Cosa avallata nel 2010 da Cisl e Salfi, che ha provocato tanti problemi in
questi anni, e che purtroppo oggi vede anche la firma della Cgil .
E invece è andata purtroppo così.
Se è vero, da una parte, che nell’accordo – denominato verbale d’intesa perché la
materia non sarebbe contrattabile (?!?) – per il 2016 non vengono stanziate somme
aggiuntive rispetto a quelle cosiddette storiche, tale finanziamento è limitato a 6 mesi e
non vi è quindi nessuna garanzia che per l’intera annualità 2017 l’Agenzia non batta cassa
e non vengano utilizzate ulteriori risorse.
E poi, se vi erano economie rispetto alle risorse storicamente stanziate dal Fondo nel
2010 per le posizioni Entrate che fine hanno fatto queste somme non spese negli anni ?
O vogliono far crederci che tali economie si sono rese disponibili solo nel 2015 ?
Sono forse servite per pagare, a carico del fondo e non con risorse proprie
dell’Agenzia, il differenziale tra i 2.500 euro previsti dal Contratto nazionale e quanto poi
effettivamente corrisposto ai lavoratori ?
Inoltre firmando il verbale d’intesa i sottoscrittori hanno ri-dato mano libera
all’Agenzia nell’individuazione unilaterale delle posizioni, dei livelli retributivi e delle
modalità di conferimento, aggravando finanche la situazione con la dichiarazione finale che
fa riferimento ad un passaggio dell’Agenzia nei confronti degli organi di controllo per
verificare la possibilità di utilizzare, per remunerare le posizioni, di somme variabili e non
certe e stabili.
Il che equivale a dire che su questa partita la soluzione sarebbe in mano all’Agenzia
che in questi anni ha dimostrato che su queste cose non intende in alcun modo spendersi e
che dovrebbe andare a fare la voce grossa in Ragioneria …
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Questa invece è una faccenda che grida proprio vendetta, se si pensa che con le
risorse certe e stabili (quelle che servono a fare i passaggi per tutti) alle Entrate si
finanziano non solo gli art. 17 previsti dal CCNL, ma anche i cosiddetti art. 18 che sono
invece un’estensione del Contratto integrativo Entrate e che in alcun modo debbono
essere remunerate con risorse fisse.
In questo modo viene stravolto il CCNL e l’Agenzia fa le sue promozioni a tempo
scegliendosi lei i destinatari. Senza vincoli. Questa è la verità. Non c’entrano nulla né la
Ragioneria e né la Funzione Pubblica !
Tra l’altro non allegando al verbale d’intesa nessuna individuazione e graduazione
delle posizioni ex territorio (pur presentata in riunione) si lascia assoluta arbitrarietà
all’Agenzia nella concreta individuazione delle stesse e nella modifica di quanto pure
comunicato.
Il risultato è che la procedura di progressioni economiche 2016, su cui doveva
iniziare ormai da gennaio il confronto, è ancora ferma e le risorse utilizzabili a tal fine
continuano ad essere assolutamente esigue per un’operazione che invece è fortemente
attesa dal personale che non ha potuto partecipare a quella del 2015.
Ma la strategia dell’Agenzia è altra e tocca al Sindacato costringerli a fare
diversamente.
Situazione più o meno verificatesi per la retribuzione dell’orario di apertura al
pubblico nelle aree metropolitane.
Un accordo risalente al 2011, più volte prorogato, che è stato applicato solo negli
Uffici di Roma, in modo unilaterale dall’Agenzia e senza alcuna accordo locale con le OO.SS.
territoriali e le RSU.
Tra l’altro l’anno scorso quando fu firmata l’ennesima proroga (non da FLP) si disse
che sarebbe stata l’ultima volta e che bisognava ridiscutere complessivamente del regime
degli orari negli Uffici, anche e sopratutto con riferimento all’incorporazione degli Uffici
provinciali Territorio.
E invece no. Ancora una proroga, senza neanche l’obbligo di attivare il confronto,
richiesto a inizio anno con forza dalle OO.SS territoriali e dalle RSU degli Uffici di Roma.
Per entrambi questi accordi più che arrabbiati siamo sinceramente dispiaciuti
perché riteniamo che sia sempre più difficile rivendicare spazi di partecipazione e
contrattazione su materie fondamentali come la voluntary se contestualmente si lascia
passare l’interpretazione che materie squisitamente contrattuali sono invece di
esclusiva competenza dell’Agenzia, senza alcuno spazio per la contrattazione. Non è
così che si sostengono le vertenze, anche regionali, che si sono attivate in questi mesi.
Sulla voluntary solo grazie alle nostre continue domande e sollecitazioni sono
emerse le criticità connesse a tali lavorazioni con specifico riferimento ai carichi di lavoro
aggiuntivi, alle novità insite nell’applicazione della normativa, nell’approccio a nostra
parere pasticciato e confuso anche dal punto di vista organizzativo.
Se da un lato le VD insistono quasi esclusivamente nelle regioni del Nord, con picchi
in Lombardia, Piemonte e Liguria è pur vero che tali attività debbono essere “pesate” e
calcolate all’interno dei budget di produzione e di obiettivi monetari.
Tra l’altro vi è un vincolo di scadenza per gli atti di accertamento che rende più
complessa la situazione.
Si tratta a nostro parere di adottare diverse iniziative:
· considerare ovviamente tali attività all’interno del piano aziendale, sia in termini
numerici che monetari, assestando conseguentemente gli altri obiettivi in funzione
della necessaria programmazione;
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· adottare specifiche iniziative organizzative in quelle realtà dove la sola
programmazione non può bastare, atteso che l’indotto esterno è stato talmente alto
da non essere lavorabile dalla singola Direzione Provinciale;
· intervenire in sede di rinnovo della Convenzione con il Ministero, non solo per tarare
tali attività e dargli il giusto peso, ma anche per prevedere riconoscimenti aggiuntivi
in termini economici a fronte di un’attività straordinaria e ineludibile.
Ecco il perché abbiamo chiesto l’apertura immediata del confronto sui piani aziendali
(è incredibile, ed è il segno dell’attuale affidabilità del vertice dell’Agenzia il fatto che
siano stati assegnati gli obiettivi definitivi ai singoli Uffici senza uno straccio di informativa e
confronto nazionale) e sulla formulazione della nuova Convenzione che dal 2016 dovrà
essere redatta tenendo conto delle modifiche del D. Lgs 157/2015 e quindi della creazione
del nuovo sistema incentivante comprensivo dell’ex comma 165.
Su questo, considerato il fronte unitario che ha portato allo stato di agitazione in
Lombardia e a Torino, abbiamo contribuito alla stesura del comunicato unitario che trovate
allegato al notiziario, perché riteniamo che vada dato il massimo sostegno a tali iniziative,
che non solo sono motivate e giuste, ma che sono necessarie per costringere un vertice
assolutamente sordo, a capire che il personale non è una variabile indipendente e che sono
necessarie risposte ed impegni concreti.
Se la controparte mira a dividere il fronte sindacale (riuscendovi sempre più spesso)
noi invece lavoriamo per cercare di ricomporlo, per trovare le ragioni dell’unità rispetto a
quelle delle divisioni.
Nonostante questo, specie a livello nazionale, pare essere sempre più difficile.
E su questo e per questo lavoreremo per estendere il fronte vertenziale anche nelle
altre regioni.
Vertenza che vogliamo rilanciare anche sull’assurdo piano di chiusura degli Uffici.
Dopo aver siglato, come ricorderete, un accordo sulla sospensione della chiusura, in
attesa di una riprogettazione complessiva degli Uffici, ora unici entrate territorio, l’Agenzia
fa finta di niente e manda a pochi giorni dalla chiusura scarne ed inaccettabili informative.
Un segnale che, come dicevamo prima, non sappiamo se è di inaffidabilità, di
incompetenza, o di tutte e due le cose messe assieme.
Anche su questo il mese scorso abbiamo sottoscritto un documento unitario a livello
nazionale e lavoreremo per rafforzare questo processo.
Per quanto concerne la procedura di progressione economica 2015 l’agenzia ha
comunicato che entro il 30 aprile verrà conclusa la validazione dei titoli dalle singole regioni
e che entro maggio si concluderà la valutazione (di cui non abbiamo visto nulla … nè le linee
guida non allegate all’accordo da noi non sottoscritto, e tantomeno la circolare con la quale
sarebbero state fornite le modalità operative).
Sempre secondo l’Agenzia entro giugno saranno approvate le graduatorie.
La FLP, considerati gli orientamenti prevalenti e sopraggiunti degli organi di controllo
secondo i quali le procedure debbono concludersi nell’anno nelle quali sono bandite, ha
chiesto l’immediata attivazione delle riunione per definire ambiti e criteri della procedura
2016. Perché altrimenti non ci sarà solo il problema delle risorse, ma i rilievi di IGOP e
Funzione Pubblica farebbero slittare la decorrenza della nuova procedura almeno al 2017.
Rischio che come FLP non vogliamo assolutamente correre.
Infine l’Agenzia ha comunicato i tempi della mobilità volontaria nazionale che
prevede entro il 31 maggio la definizione delle graduatorie, il 22 giugno la comunicazione
agli interessati del trasferimento e il 4 luglio come data di decorrenza dei trasferimenti.
L’UFFICIO STAMPA FLP NAZIONALE


